Conseguire una certificazione
linguistica è oggi un’aspirazione sempre più condivisa dagli studenti italiani,
così come succede da tempo in molti Paesi europei, grazie soprattutto alla
ormai diffusa convinzione che essa apporti un valore aggiunto di notevole
spessore culturale al curriculum personale e professionale.
Si tratta, com’è noto, di un
documento riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, che viene rilasciato
da Istituzioni ed Enti “terzi” autorizzati (accreditati normalmente presso il
Ministero dell’Istruzione), che accettano di attestare formalmente, in qualità
di testing point, i diversi livelli
di conoscenza e di padronanza di una lingua, secondo quanto previsto dal Common
European Framework of Reference for Languages (CEFR) (Quadro comune
europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue – Q.C.E.R.)
Una tale attestazione è
generalmente spendibile anche come credito formativo, sia durante gli anni
trascorsi a scuola, sia per l’accesso ai corsi universitari e sia per
intraprendere o continuare all’estero un qualsiasi percorso di studi e di
specializzazione.
La
certificazione linguistica è ormai sempre più richiesta, anzi è ritenuta spesso
indispensabile, da parte di aziende e di datori di lavoro alla ricerca più di
giovani intraprendenti, sicuri di sé e capaci di orientarsi immediatamente
nella complessità, che di personale magari già qualificato, ma scarsamente in
grado di destreggiarsi con le lingue e, in generale, con le più sofisticate
abilità di valorizzazione del proprio saper fare.
In un
certo senso, la certificazione linguistica è riconosciuta, anche a livello
psicologico e sociologico, come una delle possibili “garanzie” che attestano la
“bontà” del percorso orientativo intrapreso dalla persona, i suoi sforzi, la
tenacia, le intuizioni e il desiderio di affermarsi e di essere “imprenditore
di se stesso”: tutti presupposti per una sicura affidabilità dell’individuo e
delle sue competenze.
In
quest’ottica e con tali convinzioni di fondo si sta sviluppando il percorso
sperimentale di Certificazione Linguistica del Latino che DARFLICLET (Dipartimento di Archeologia, Filologia
Classica e loro tradizioni dell’Università degli Studi di Genova) e Ufficio
Scolastico Regionale per la
Liguria hanno intrapreso con un protocollo d’intesa e con il
supporto esterno della C.U.S.L. (Consulta Universitaria di Studi Latini) come
ente certificatore.
Al di là
della pluriennale intesa tra le due Istituzioni, sancita anche negli ultimi
anni dalle numerose occasioni di collaborazione attivate dalla Delivery Unit
Regionale tra le misure di accompagnamento al riordino del secondo ciclo di
istruzione, spunto per l’accordo è costituito
dal desiderio di reperire modi e spazi di allineamento dei
saperi fra Scuola ed Università, come previsto dall’art. 6 del D.M.
22 ottobre 2004, n. 270 (G. U. 12 novembre 2004 n. 266), che apporta “Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica
degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell'Università e della
Ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509” .
La sperimentazione ha
trovato attuazione nella prima sessione di
prove, che si è tenuta martedì 29 maggio 2012
presso l’Università di Genova, percorso di cui è
possibile seguire le tappe sul
sito istituzionale dell’U.S.R. per la Liguria,
esperienza che continuerà anche quest’anno, in attesa della sua diffusione e sviluppo su tutto il territorio nazionale e del suo accoglimento in un pronunciamento normativo ministeriale.